9 MARZO 2007

Forum:
“Sardegna e solidarietà: programmi di prossimità e vicinato"

Sala del Consiglio Comunale di Guspini
(Medio Campidano)

Venerdì 9 marzo 2007, nella Sala del Consiglio Comunale di Guspini (Medio Campidano) alla presenza di numerosi amministratori locali, del volontariato e di un qualificato pubblico, si è svolto il Forum: “Sardegna e solidarietà: programmi di prossimità e vicinato”, promosso dall’Associazione Piccoli Progetti Possibili onlus di cui l’ANRP insieme al Centro d’Ascolto di Villacidro sono i partners fondatori.

A detto incontro è intervenuta, come ospite d’onore, la prof.ssa Maria Rita Saulle, Giudice Costituzionale.

Dopo i saluti di Francesco Marras, Sindaco di Guspini, Fulvio Tocco, Presidente della Provincia del Medio Campidano, e Angelo Pittau, Presidente dell’Associazione Piccoli Progetti Possibili, il moderatore, Enzo Orlanducci, in sostituzione del giornalista Giorgio Melis, assente per malattia, ha dato voce ai vari relatori.

 

Sul duplice tema: dell’ENPI, che vede la Regione Autonoma Sardegna, gestore di tale programma per conto della UE e dell’istituzione e costruzione dell’Università Agro-Zootecnica a Bongor (Ciad) a cura dei partners dell'Associazione Piccoli Progetti Possibili si sono avvicendati quali relatori: Gian Mario Selis (sociologo-economista) “Sardegna: ponte tra i paesi dello sviluppo e in via di sviluppo”; Vincenzo Porcasi (docente di strumenti di sostegno all’internazionalizzazione all’Università di Trieste) “Programmi della prossimità attraverso iniziative coordinate di villaggio”; Mario Atzori (direttore del Dipartimento di Teorie e Ricerche di Sistemi culturali dell’Università di Sassari) “Ricerche ed interventi dell’Università di Sassari nel Ciad meridionale”; Gianpiero Farru (Presidente del Centro di Servizio per il Volontariato Sardegna Solidale) “Il Volontariato Sardo nello scenario Internazionale” e Alessio Cassina (relazioni esterne Fondazione ANRP) “Internazionalizzazione della Solidarietà”. Sono seguite le testimonianze di Celeste Loi (agronomo, volontario in Ciad) e Michel Mahamat Fidekna (studente ciadiano di agraria all’Università di Sassari).

Nei vari interventi si è messo in risalto, che solo attraverso l’incontro e la collaborazione tra i popoli è possibile perseguire ideali di uguaglianza e di giustizia sociale, anche la Regione Sardegna e la comunità del Medio Campidano non possono e non si sottraggono a svolgere una intensa attività tesa ad avere un certo impatto nelle politiche di cooperazione allo sviluppo, di aiuto umanitario e di inclusione sociale, in campo nazionale, europeo ed internazionale.

L'Unione Europea ha profonde responsabilità rispetto alle attese suscitate nel Mediterraneo, intendendosi per tale quello spazio compreso tra Marrakech e Kabul. Le popolazioni di questi vasti territori hanno percepito l'Unione come lo strumento per abbandonare la condizione di povertà assoluta, materiale e morale, in cui in molti casi erano precipitate per una serie concomitante di cause e fattori.  La risposta europea è stata quanto meno deludente, se non spesso autoreferenziale e priva di reale incidenza in termini di risoluzione dei bisogni fondamentali della gente, primo fra tutti il tema della dignità delle origini e dell'approccio alla vita.  

Si era promessa la ricostruzione delle economie delle varie aree interessate e si è data invece alla gente, in maniera verticistica e senza contatto diretto con le singole popolazioni solo “un sostegno materiale ”, una tantum.

I suggerimenti dell'UNECE (United Nations Economic Commission for Europe) hanno spinto il Parlamento dell'UE e la Commissione a varare, fra l'altro, il programma ENPI e gli altri correlativi ai paesi nuovi vicini orientali.

La Regione Autonoma della Sardegna forte della Sua antica dignitas e di fatto portatrice degli interessi di tutte le minoranze presenti in Europa (cioè di quei soggetti che hanno visto l'Europa come un ulteriore fardello al loro processo di crescita economica sociale e civile nel rispetto dei propri fondamentali valori),  ha avuto il mandato di gestire i fondi di tale programma.

Dal dibattito è emerso che gli strumenti dell'azione devono partire dal basso cioè da un nuovo modello solidaristico che porti l'Europa direttamente nei villaggi o nei quartieri anche delle città minori dei singoli territori (un esempio è il comune di Guspini spinto ad intervenire nella prefettura di Gafsa in Tunisia con il patrocinio dell'UNESCO, e sempre a Guspini l’Associazione Piccoli Progetti Possibili Onlus a Bongor in Tchad). È infatti nei villaggi che si deve partire per un modo nuovo di fare economia, principiando dal settore primario.

Alcuni di questi strumenti sono quelli della cooperazione e del microcredito. In ciò il modello ispirato da una Sardegna solidale, capace di portare formazione, educazione e incubazione della filiera del prodotto mediterraneo nel mondo, può essere il primo decisivo risultato del programma ENPI, anche nelle aree dei paesi della prossimità, da cui provengono gran parte dei migranti, che l'Europa non è più in grado sistematicamente di accogliere. Solidarietà, assistenza tecnica e umana e dialogo sociale, sono una buona ricetta per consentire una via verso una comune prosperità nella stabilità per la sicurezza.

Nell’ambito dei lavori è stato presentato il progetto, per l’ istituzione e costruzione della libera Università Agro-Zootecnica (LUAZ) e del Campus “Medio Campidano” a Bongor, cittadina di 30.000 abitanti a Sud della Capitale N’Djamena e il volume “Ciad tra sviluppo e tradizione” che fa conoscere il territorio, con la sua forte identità, e spaziare in tutta la realtà del Ciad.

 

 

 

 

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