UN CAMMINO PER LA PACE

ONE STEP FOR JUSTICE

Progetto multimediale itinerante
ideato a cura di Antonia Moro

Presentato da "Piccoli Progetti Possibili"

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9 - 23 dicembre 2007
Centro di Pastorale - San Gavino Monreale

 


La situazione in Ciad è quantomai instabile e il genocidio che infuria dall’altra parte della frontiera, spesso non bene identificata, influisce fortemente nella vita dei ciadiani e non solo.
Da oltre 3 anni il Sudan occidentale è dilaniato da un conflitto interno che ha prodotto più di 230.000 profughi sudanesi nella zona orientale del Ciad.
I sudanesi fuggono dalle offensive dei janjaweed che operano razzie di bestiame, bruciando i villaggi e uccidendo.
A più riprese i fuggiaschi hanno raggiunto il Ciad, atraversando la frontiera fra i due paesi lasciando alle spalle famiglie, case, paesi e villaggi, cercando di iniziare una nuova vita.
Si è così creata una situazione molto complessa rispetto all’accoglienza dei profughi.
La pace è difficile da raggiungere, se si tiene conto di quella che è la realtà ciadiana: terzo paese più povero al mondo, primo paese - in una graduatoria di Banca Mondiale - per la corruzione.
L’acronimo di TCHAD, in francese, significa: Tenacia, Capacità, Abilità, Devozione.