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“IN QUEI GIORNI
IN QUESTO TEMPO"

Dialoghi tra antiche melodie ebraiche e musica elettronica

Domenica 4 settembre 2005 - ore 21,15
Roma - Piazza del Campidoglio

Charlette Shulamit Ottolenghi voce
Gabriel Maldonado musica elettronica
Claudio Di Carlo produzione artistica


 

In quei giorni, in questo tempo… Le antiche esperienze delle melodie ebraiche, che si diffondono nel mondo a partire dalla dispersione di questo popolo (diaspora), dialogano oggi con la musica contemporanea e, a distanza di più di tre millenni, parlano al mondo attuale attraverso armonie, canti e arrangiamenti di grande suggestione.

Si tratta di un lavoro fortemente innovativo, realizzato nell’ambito del progetto Le Porte della Memoria, e presentato in anteprima a Venezia in occasione dell’inaugurazione della Biennale dell’Arte 2005.

Dopo un lungo percorso di ricerca la cantante italo-israeliana Shulamit e il duo “Hyper Vectorial System”, formato dal compositore Gabriel Maldonado e dall’artista visivo e art producer Claudio Di Carlo, accompagnano lo spettatore alla riscorperta di un universo interiore ricco di numerosi rimandi ad un patrimonio musicale comune, sia classico che popolare.

Grazie all’apporto della musica elettronica, le antiche melodie dei canti della tradizione ebraica italiana, ladina (judeo-español) e yiddish (europa nord orientale), si moltiplicano in frasi musicali che dosano energia e trasporto e guidano il pubblico in un’avventura profonda e toccante.

Il concerto, della durata di un’ora, è adatto a qualsiasi platea e costituisce un valido motivo di incontro interculturale e un’occasione per soddisfare il crescente interesse nei confronti della musica ebraica, ancora poco conosciuta nello specifico.

Francesca Pietracci

 

 

CANTI DALLA LITURGIA EBRAICA ITALIANA

Osè shalòm, preghiera per la pace
Melodia in uso nella Comunità di Roma
“Colui che crea la pace nei suoi cieli, voglia creare la pace su Israele e su tutti noi, Amèn.”

Bezèt Israèl (Salmo 114)
Salmo che descrive la partecipazione gioiosa della natura all’uscita degli ebrei dalla schiavitù d’Egitto. Melodia secondo il rito di molte comunità italiane
“( … ) Perché mare tu fuggi e tu Giordano ti volgi indietro, voi monti ballate come arieti
e voi colline come agnelli (…)”

Hashèm hu Haelokìm
“Il Signore è Dio. Il Signore regna, Il Signore ha regnato, il Signore regnerà per sempre”.
Melodia secondo il rito degli ebrei di Firenze per il giorno dell’Espiazione (Kippur)

Kaddìsh
Inno al Signore in aramaico che si usa recitare anche in occasione della commemorazione dei defunti. Melodia secondo il rito delle Comunità di Firenze e Livorno

Yeidùn Yaghidùn
Testimonieranno e narreranno, inno composto da Shlomo Alshaker nel 1500, dalla preghiera del mattino, secondo una melodia in uso in varie Comunità per i giorni di sabato e di festa
“( …) perciò ogni creatura ti onorerà perché c’è un solo Padre per tutto il creato (…)”

Maskìl michtàm
Inno che si canta in occasione dell’annuncio della nascita di un bambino maschio, secondo il rito di Roma, scritto da Lattes nel 1600

CANTI COMPOSTI DA DONNE NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO

Wiegala (Ilse Weber 1944)
Ninna nanna composta dalla poetessa e musicista Ilse Weber nel Campo di Theresienstadt
“(…) Ninna nanna, ninnondo, come mai il silenzio del mondo?(…)”

Auschwitz Lied (Camilla Mohaupt)
Testo rinvenuto ad Auschwitz, unico rimasto dell’autrice di cui non si hanno altre notizie, adattato sulla musica di un antico valzer tedesco, descrive la dimensione psichica e fisica in cui si viveva ad Auschwitz
“(…)Qui dove regnano la malaria, il tifo ed altri mali, qui dove il male dell’anima congela il cuore(…)”

Kleines wiegenlied (Ilse Weber 1944)
Altra ninna nanna di Ilse Weber, composta a Theresinstadt, in cui augura al figlio che al suo risveglio sia arrivata la pace. “(…) La notte striscia nel ghetto così scuro ed immobile( …) / Figlio mio ti meriti di vedere, un giorno al tuo risveglio, la pace arrivata durante la notte(…)”

CANTO YIDDISH

Rozinkesch mit mandlen (popolare)
“Uvette e mandorle”, famosissima ninna nanna Yiddish che una mamma canta al suo figlio unico

CANTI POPOLARI IN GIUDEO SPAGNOLO

Ai Linda amiga
Canto popolare. “Non c’è amore senza pena, pena senza dolore, né dolore tanto acuto come quello dell’amore”

La roza enflorece
“La rosa sboccia in maggio, la mia anima si oscura soffrendo dell’amore….”

Chi sapeva, chi intendeva
Canto popolare a filastrocca che si usa cantare alla fine del seder - la cena pasquale - secondo la melodia di Livorno (in italiano).

Bre Sarìka Bre
Orsù Sara: dialogo buffo tra un pretendente e la sua amata recalcitrante

Nanni Nanni
Antica ninna nanna in judeo-espanol

 

 

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