Medaglia d'Onore:
un riconoscimento
morale
per gli internati nei lager nazisti

 

MEDAGLIA D'ONORE
deportati e internati italiani (militari e civili)
nei lager nazisti, insigniti della Medaglia d'Onore


Decreti di assegnazione Medaglia d'Onore

(clicca qui)

Al fine di facilitare l'iter per la richiesta di concessione della Medaglia d'Onore,è qui disponibile la relativa MODULISTICA



TG1 Storia del 28 gennaio 2013
Deportati nei lager nazisti: le medaglie d'Onore non ancora assegnate


- LETTERA AI REDUCI - di Enzo Orlanducci

- PERCHE' CHIEDO LA MEDAGLIA D'ONORE? - di Claudio Sommaruga

  - Note sulle modalità di concessione
  - Modello di domanda
  - Dichiarazione sostitutiva di atto notorio
  - Legge istitutiva
- UNA MEDAGLIA PER UN “NO!” LUNGO 20 MESI - di Enzo Orlanducci
- COSTITUITO IL COMITATO

 

 

 


 

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Lettera ai soci
reduci dai lager nazisti e loro familiari

 

Carissimi,

la Repubblica italiana, come è noto, con Legge n. 296/2006, ha concesso una medaglia d’onore ai cittadini italiani (militari e civili) che nell’ultimo conflitto mondiale furono deportati e internati nei lager nazisti e, nel caso che il diretto beneficiario sia deceduto, al familiare più stretto.

Presso la Presidenza del Consiglio è stato istituito un apposito Comitato, di cui l’ANRP fa parte, per l’individuazione degli aventi diritto.

Al fine di facilitare l’iter per detta concessione, sono stati predisposti: un modello di domanda e un foglio notizie che, dopo essere stati debitamente compilati e sottoscritti dal richiedente, insieme alla fotocopia di un documento di identità, (anch'esso sottoscritto) e eventuali certificazioni relative alla deportazione e all'internamento, dovranno essere spediti con semplice affrancatura, al Comitato o consegnati tramite l’ANRP. In quest’ ultimo caso l’Associazione, dopo aver visionato la documentazione pervenuta dagli associati, provvederà a sottoporla al Comitato.

È auspicabile che le domande giungano numerose. Quante più infatti saranno le onorificenze concesse, tanto più alta sarà la risonanza di quel “NO!” al nazismo, pronunciato con grande coraggio e forza morale dai deportati e internati italiani.

Questa è un’occasione per far emergere dall’oblio una delle più significative pagine della nostra recente storia, nonché momento di collettiva riflessione.

Ci teniamo a disposizione per eventuali chiarimenti e informazioni.

Roma, 2 agosto 2007

Enzo Orlanducci
Segretario Generale

 

 

ALLEGATI:

 

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La “Medaglia d’onore”: costituito il Comitato

 

Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 maggio 2007, è stato costituito il Comitato per la concessione della medaglia d’onore, a titolo di risarcimento soprattutto morale, ai cittadini italiani, militari e civili, indicati nell’art.1, comma 1272, della legge 27 dicembre 2006, n. 396 (legge finanziaria 2007).

Il Comitato è così composto:

Presidente: -Gen. C.A. Giorgio CORNACCHIONE, Capo dell’Ufficio del Consigliere Militare del Presidente del Consiglio, dallo stesso delegato;
Componenti:

-Ministro Plenipotenziario Massimo LAVEZZO CASSINELLI (Ministero Affari Esteri)
-Vice Prefetto Rosa Maria FRISARI (Ministero dell’Interno)
-Ten. Col. Sebastiano VITTORIA (Ministero della Difesa)
-Dott.ssa Giuseppina BAFFI (Ministero dell’Economia e delle Finanze)
-Prof. ENZO ORLANDUCCI (ANRP)
-Dott. STEFANO CACCIALUPI (ANEI)

Concluse così tutte le fasi procedurali, confidiamo in un sollecito inizio della fase operativa.

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FINANZIARIA 2007

 

1271. La Repubblica italiana riconosce a titolo di risarcimento soprattutto morale il sacrificio dei propri cittadini deportati ed internati nei lager nazisti nell’ultimo conflitto mondiale.

1272. E` autorizzata la concessione di una medaglia d’onore ai cittadini italiani militari e civili deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra, ai quali, se militari, e` stato negato lo status di prigionieri di guerra, secondo la Convenzione relativa al trattamento dei prigionieri di guerra fatta a Ginevra il 27 luglio 1929 dall’allora governo nazista, e ai familiari dei deceduti, che abbiano titolo per presentare l’istanza di riconoscimento dello status di lavoratore coatto.

1273. Le domande di riconoscimento dello status di lavoratore coatto, eventualmente gia` presentate dagli interessati alla Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), sono riconosciute valide a tutti gli effetti della presente legge. A tal fine l’OIM, tramite la sua missione di Roma, trasmette al comitato di cui al comma 1274 le istanze di riconoscimento sinora pervenute in uno alla documentazione eventualmente allegata.

1274. E` istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri un comitato, presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri o da un suo delegato, costituito da un rappresentante dei Ministeri della difesa, degli affari esteri, dell’interno e dell’economia e delle finanze, nominati dai rispettivi Ministri, nonche´ da un rappresentante dell’Associazione nazionale reduci dalla prigionia, dall’internamento e dalla guerra di liberazione (ANRP) e da un rappresentante dell’Associazione nazionale ex internati (ANEI), nonche´ da un rappresentante dell’OIM.

1275. Il comitato provvede alla individuazione degli aventi diritto.

1276. All’onere complessivo di 250.000 euro derivante dall’attuazione del presente articolo, ivi comprese le spese per il funzionamento del comitato di cui al comma 1274, stabilite in euro 50.000 per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, si provvede mediante l’utilizzazione di quota parte degli importi del fondo di cui al comma 343 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266.

 

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La Repubblica italiana ha voluto riconoscere il sacrificio dei propri cittadini deportati ed internati nei lager nazisti durante la seconda guerra mondiale, concedendo loro una “medaglia d’onore”. Il riconoscimento è stato esteso anche ai familiari dei deceduti.

Centinaia di migliaia di uomini e donne, come più volte detto, destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra del Terzo Reich, che per quasi due anni macerarono le loro esistenze dietro i fili spinati, quando stanchi e affamati trascinavano i loro corpi, disposti meglio a morire che a vivere.

L’onorificenza ha trovato, per dirlo con linguaggio sindacale, la “base” della nostra Associazione ampiamente insoddisfatta per quel riconoscimento soprattutto morale, con il quale lo Stato ha inteso compensare i reiterati “NO!” pronunziati da oltre 800.000 uomini e donne che, con fermezza e forza d’animo e, per la prima volta, con autonoma convinzione, resistettero alle lusinghe e alle blandizie di chi voleva ottenerne la loro sottomissione - previa una firma disdicevole - e la conseguente partecipazione, diretta o indiretta, allo sforzo bellico della Germania nazista.

Per vent’anni gli avevano insegnato a dire sissignore a tutti: genitori, maestri, confessori, gerarchi e colonnelli. Poi nel ‘43 sono piombati loro addosso improvvisi i tedeschi e per due anni, liberi questa volta di pensare con la propria testa hanno detto finalmente e con rabbia quel “NO!”.

Non ci confortano neppure le parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che comunque apprezziamo, pronunziate nell’incontro del 24 aprile, quando ha ricevuto le nostre associazioni: “...Sono lieto che il Parlamento, in una difficile situazione di bilancio, abbia voluto comunque introdurre nell’ultima legge finanziaria ulteriori riconoscimenti dei sacrifici sofferti, prevedendo la concessione di medaglie d’onore a deportati ed internati. Mi auguro che, pur se ormai tanti anni sono trascorsi da quelle drammatiche esperienze, questo provvedimento possa finalmente rendere una sia pur simbolica testimonianza al valore ed alla dignità con cui migliaia di italiani scelsero consapevolmente di rinunciare alla libertà per mantenere fede al giuramento prestato ed ai propri ideali...”.

L’ANRP, la quale proseguirà la sua battaglia legale da tempo intrapresa, per un giusto indennizzo verso coloro ai quali tutto era stato promesso e nulla è stato dato, per quanto le compete, è comunque pronta a dare la piena collaborazione al lavoro dell’istituendo Comitato.

Concluse così tutte le fasi procedurali, confidiamo che il Comitato possa dare inizio alla sua attività in tempi rapidi, in considerazione del fatto che i deportati e internati erano giovani nei lontani anni ‘40 e in vita non ne sono rimasti moltissimi. Ci auguriamo che la fase attuativa parta al più presto, nel modo più spedito e meno burocratico possibile.

È sperabile che la concessione della medaglia d’onore ai viventi ed ai congiunti dei deceduti - figli, nipoti e pronipoti - avvenga in forma solenne, coinvolgendo Istituzioni e Autorità, tale da essere momento di memoria e riflessione per tutti.

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