INIZIATIVA   Un museo per ricordare la strage di Cefalonia.
Mobilitate Anrp, Regione e Provincia


Il dovere della memoria
di Luigi Caroppo


Il patrimonio di cimeli, testimonianze, documenti sulla strage della Divisione Acqui a Cefalonia sarà salvato. Il progetto per il Museo-laboratorio è pronto. Lo ha elaborato l’associazione culturale italo-greca di Cefalonia e Itaca Mediterraneo in collaborazione con la Fondazione Archivio nazionale Ricordo e Progresso che lo ha ripreso e sviluppato con il patrocinio dell’Associazione nazionale Divisione Acqui e dell’Associazione nazionale Reduci dalla prigionia, dall’internamento e dalla guerra di Liberazione. La Regione Toscana, con il presidente del Consiglio regionale, già nel settembre scorso aveva annunciato di voler partecipare al salvataggio del materiale storico finora raccolto in un piccolo spazio offerto dalla parrocchia cattolica di Argostoli, il capoluogo di Cefalonia. Adesso Riccardo Nencini attende la documentazione ufficiale per dar il via libera allo stanziamento già definito dall’Ufficio di presidenza. Anche la Provincia con il presidente Michele Gesualdi ha dato la disponibilità ad essere vicina per tramandare la memoria del terribile eccidio dei soldati italiani nel ’43 sull’isola greca per mano dell’esercito tedesco dopo l’armistizio dell’8 settembre.

E della questione storica di Cefalonia si parlerà tra pochi giorni a Firenze in un interessante appuntamento. Il 6 maggio dalle 16 alle 18 si terrà la tavola rotonda dal titolo «Il dovere della memoria» nella sala Schmiedt dell’Istituto geografico militare in via Cesare Battisti 1. Nell’occasione saranno presentati gli atti del convegno internazionale «Cefalonia 1941-1943: un triennio di occupazione». Alla tavola rotonda partecipano Umberto Gori, presidente del Centro Universitario di studi strategici e internazionali dell’Università di Firenze, Nicola Labanca, presidente del Centro interuniversitario di Storia militare, Anna Maria Isastia, docente di Storia contemporanea alla Sapienza di Roma, il generale Mario Montanari, esperto storico militare, il maggiore generale Calogero Cirneco, comandante del reclutamento e delle Forze di completamento regionale Toscana e Enzo Orlanducci, segretario generale della Fondazione Archivio nazionale Rircordo e Progresso. All’incontro è stato invitato anche Amos Pampaloni, superstite della Divisione Acqui, Medaglia d’argento al Valor militare.

Lo scopo della realizzazione del Museo-laboratorio è quello di creare un sito facilmente identificabile e fruibile capace di contenere in primo luogo la documentazione specifica di un alto patrimonio morale che oltre l’Italia, la Grecia e la Germania, interessi l’intera Europa.
La struttura sorgerà sulla dorsale di monte Telegrafo, proprio davanti al luogo in cui sono ricordati i Caduti della Divisione Acqui e dove nel settembre scorso per la prima volta un rappresentante dello Stato tedesco, l’ambasciatore in Grecia, si è presentato alle celebrazioni ed ha tenuto un importante discorso, primo passo verso una possibile riconciliazione.

Il Museo (prevista area di accoglienza, sala espositiva di 80 metri quadrati, area di formazione e ricerca, area di documentazione) si estenderebbe nell’attualità con un laboratorio a cui prenderebbero parte corsisti che «paretendo dalle violazioni accadute a Cefalonia gestiscono un osservatorio virtuale ad esempio sui diritti dell’uomo, sulla solidarietà, sull’inclusione sociale» secondo i promotori dell’iniziativa.

Possono diventare sostenitori del progetto, oltre ai rappresentanti degli enti promotori, ogni persona o soggetto pubblico o privato, locale, nazionale, internazionale con contributi, donazioni, sussidi, borse di studio. Informazioni Anrp 06.70476419 e sito internet www.anrp.it.