STRAGE DI DISTOMO - Interrotti i collegamenti

Corre sui binari la vendetta tedesca

 

Guido Ambrosino - BERLINO

Il Manifesto, 28 Maggio 2010

 


 

Il «titolo esecutivo» contro la Germania, di cui il governo Berlusconi si ripromette di «sospendere l'efficacia» col decreto-legge del 28 aprile scorso, è per il momento uno solo: il pignoramento dei crediti della Deutsche Bahn (DB) presso le Ferrovie italiane, disposto nel dicembre scorso dal tribunale di Roma a fronte delle richieste di risarcimento dei familiari delle vittime di Distomo, paese greco dove il 10 giugno del 1944 le SS uccisero 218 persone. Si tratta della quota di spettanza della DB, per tratti di percorrenza in Germania, su biglietti internazionali emessi dalle Ferrovie italiane.
La Deutsche Bahn, sebbene abbia la forma di una società per azioni, è interamente in possesso dello stato federale tedesco, erede dal punto di vista giuridico del vecchio Reich germanico. Così l'avvocato Joachim Lau, che patrocina in Italia le vittime di Distomo, ha chiesto di bloccare a tutela dei suoi mandanti il tesoretto della DB presso le Ferrovie italiane.

Di quanti soldi si tratta? Nell'ottobre scorso gli avvocati della DB stimavano a 25 milioni di euro i crediti maturati presso le Ferrovie italiane nel periodo marzo-settembre 2009, riferiti sia al traffico viaggiatori che a quello merci. L'avvocato Lau ritiene che nel marzo scorso la somma fosse salita a circa 50 milioni di euro: un ordine di grandezza quasi pari ai 51 milioni di euro che la Germania, tra debito principale e interessi, dovrebbe versare ai familiari delle vittime della strage di Distomo, secondo una sentenza greca da tempo definitiva.
In Grecia una legge ad hoc dispose che pretese contro stati stranieri non potevano essere eseguite senza l'autorizzazione del governo ellenico: autorizzazione negata per Distomo, per compiacere il governo tedesco. L'avvocato Lau, forte di una sentenza della Corte di cassazione di Roma a favore della esigibilità di indennizzi in Italia anche per gravi crimini di guerra commessi in altri paesi, cerca da anni di soddisfare le richieste dei suoi mandanti con beni tedeschi in Italia. Prima di occuparsi dei proventi ferroviari, era riuscito a far intestare - sempre a tutela delle vittime di Distomo - un'ipoteca giudiziaria su Villa Vigoni, centro studi tedesco sul lago di Como.
Al pignoramento le ferrovie tedesche hanno risposto rompendo le consuetudini che da decenni regolano il traffico internazionale in Europa. Dal dicembre 2009 nessuna stazione ferroviaria italiana è più abilitata a vendere biglietti per tratti tedeschi. La DB, insieme alle ferrovie austriache ÖBB, ha improvvisato una joint-venture per gestire il traffico sulla linea del Brennero: sette treni con vetture tedesche, cinque diurni e due notturni.
Per i due treni notturni è ancora possibile effettuare prenotazioni agli sportelli delle stazioni italiane. Su quei convogli c'è ancora un controllore italiano, che però può emettere biglietti solo fino alla stazione del Brennero.
I cinque treni diurni sono invece completamente in mano austro-tedesca. Le prenotazioni si fanno solo online. I biglietti, oltre che online, si possono acquistare presso alcune agenzie di viaggi convenzionate con la DB. Oppure li si compra in treno, senza sovrapprezzo. Il controllore tedesco accetta anche carte di credito.
Pare che i treni diurni siano mezzi vuoti, perché pochi viaggiatori si sanno orientare nel nuovo sistema. Le biglietterie italiane, oltre a non vendere più biglietti, non danno nemmeno informazioni su questi collegamenti. Verosimilmente i passeggeri sono diminuiti. Ma la DB subisce stoicamente le perdite, pur di evitare che altri soldi si accumulino sul suo conto presso le ferrovie italiane, pignorato dal tribunale di Roma. Che il traffico vada pure in malora, ma alle vittime greche non daremo neanche un centesimo: questa la logica della ritorsione ferroviaria.
Sul sito internet della DB la storia si legge così: «Il traffico internazionale diurno via Brennero dal 13 dicembre 2009 ha assistito a un grande cambiamento. L'Italia è collegata a Innsbruck e a Monaco da treni della DB e della ÖBB. Lo scopo della joint-venture tra le ferrovie tedesche e austriache è migliorare lo standard qualitativo su questa tratta, e soddisfare al meglio le richieste dei passeggeri». L'imbarazzante retroscena di Distomo viene accuratamente taciuto. Gli «interessi» dei passeggeri non c'entrano nulla: si tratta solo di ubbidienza della DB al governo tedesco, che non vuole creare un precedente di risarcimento. E che si batte davanti alla corte di giustizia internazionale dell'Aia per vedere confermata l'«immunità degli stati», insidiata dalla corte di Cassazione italiana.
Se la vicenda di Distomo è la prima per cui le vittime del nazismo si sono visti riconoscere in Italia «titoli esecutivi» di risarcimento, altre cause incombono: sono in corso decine di processi intentati da ex deportati civili e internati militari, mentre la Cassazione ha già confermato il diritto a un indennizzo per le vittime della strage nazista di Civitella. Il governo tedesco è preoccupato, e ha pregato il fido Berlusconi di metterci una pezza. Palazzo Chigi ha eseguito, col vergognoso decreto «sospendi pignoramenti».