Stragi naziste, il governo blocca gli indennizzi
Giusi Marcante
FUORIPAGINA Il Manifesto del 28/05/2010
Una legge incostituzionale. E' il decreto varato il 28 aprile che blocca i
risarcimenti per i familiari delle vittime delle stragi naziste e per i
cittadini italiani deportati durante la seconda guerra mondiale. E li blocca
quando sulle azioni di risarcimento sia in corso una controversia internazione
come sta avvenendo ora con la Germania. A mettere nero su bianco i motivi
dell'incostituzionalità di una legge che calpesta anche diverse regole del
diritto internazionale è stato l'avvocato Joachim Lau, che ha rappresentato i
familiari dei morti della strage di Distomo in Grecia e difende 150 ex deportati
nei processi italiani. L'istanza alle sezioni unite della Cassazione è stata
presentata due giorni fa e chiede alla suprema corte di fissare con urgenza
un'udienza in cui rimettere gli atti alla Consulta.
Non solo. L'avvocato Lau è anche il legale che in questi anni ha seguito la complicata questione dei risarcimenti: nel 2006 la corte d'appello di Firenze ha dichiarato esecutiva la sentenza del tribunale greco di Livadia che condannava la Germania a risarcire i danni. Venivano pignorati: villa Vigoni sul lago di Como e il credito delle ferrovie tedesche verso Trenitalia (appena lo 0,147% del fatturato della Deutsche Bahn). Lo stato tedesco ha tentato in tutti i modi di opporsi a questa decisione, il suo ricorso è pendente in Cassazione e proprio su questo l'avvocato Lau chiede di fissare l'udienza che lo dovrebbe rigettare e contemporaneamente eccepire l'inconstituzionalità del decreto. Un decreto che, secondo il governo era urgente, e che ha come obiettivo quello di «mettere fine alle tensioni nei rapporti internazionali». L'ha presentato il presidente del consiglio Silvio Berlusconi e l'hanno firmato il ministro della giustizia Angelino Alfano e quello degli esteri Franco Frattini. Una legge che in un solo articolo e tre commi (l'altro articolo riguarda un tema completamente differente, il rinnovo dei comitati degli italiani all'estero) distrugge le speranze di centinaia di persone che da quei crimini hanno visto segnata la vita della loro famiglia. E' uno schiaffo vero e proprio cui è stata messa la sordina: nessuno sapeva nulla e nonostante i rilievi fatti dal Pd in commissione Esteri alla Camera il decreto è stato approvato mercoledì e adesso passerà all'esame del Senato.
Nell'istanza l'avvocato Lau elenca i motivi per cui questa legge va contro la Costituzione italiana.
Qual è l'urgenza che ha portato a emanare un decreto legge che, secondo il legale, viola la possibilità che «tutti possano agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi» in un processo civile e penale che «si svolge nel contradditorio tra le parti, in condizioni di parità dinanzi ad un giudice terzo ed imparziale»? Ovvero: lo Stato non si può fare una legge per sospendere un contenzioso civile in cui è parte in causa a meno che non abbia trovato un accordo con l'avversario. E non è così. Il decreto poi interviene nella divisione dei poteri e non è certo una novità per questo governo fare delle leggi quando le sentenze della magistratura non sono conformi alle aspettative. L'istanza elenca anche i punti delle convenzioni internazionali che il decreto violerebbe: una su tutte è una norma della convenzione dell'Aja del 1907 recepita dallo statuto della corte penale internazionale che vieta di «dichiarare estinti, sospesi o non ammissibili in giudizio», i diritti e le azioni dei nazionali della parte nemica. Ma c'è anche la storia a soccorrere questa azione giudiziaria visto che la Germania si è impegnata più volte a pagare il danno dell'occupazione bellica e di mettere il suo patrimonio estero a disposizione dei creditori.
L'ostinazione con cui lo stato tedesco non vuole saldare i conti del passato trova come ostacolo solo le sentenze giudiziarie. Da quella della Cassazione che ha riconosciuto il diritto al risarcimento per la strage nazifascista di Civitella nell'aretino (nel giugno 1944 morirono 244 persone) a quella già menzionata della corte d'appello di Firenze. Ultimo in ordine di tempo è intervenuto il tribunale militare di Verona dove si sta celebrando il processo contro sette ex SS del terzo reparto della divisione Goering imputati per la strage di Cervarolo e Monchio. Il tribunale ha accolto la richiesta presentata dalle parti civili: in caso di condanne la Germania dovrà risarcire il danno. Nel marzo del '44 sull'appennino tosco emiliano i nazisti (aiutati dai fascisti locali) trucidarono 390 persone e tra gli atti che il procuratore militare Marco De Paolis ha portato al processo ci sono anche le intercettazioni degli ex SS mentre concordavano al telefono le versioni da dare alla magistratura italiana. Il processo riprenderà il 12 ottobre. Nel frattempo il decreto sarà diventato legge dello stato a meno che la magistratura non accolga i motivi dell'avvocato Lau. «Ho inviato fax e lettere ai componenti della commissione esteri alla Camera e anche al presidente Gianfranco Fini - spiega - non ho avuto nessuna risposta. In questa legge c'è una desolante ignoranza delle leggi».