Attività, In home page Giu - 14 - 2022

 

 

Nella famiglia del Generale del G.N. Alberto Marolda trascorrono cinquant’anni di silenzio sulle vicende sofferte negli anni finali della seconda guerra mondiale. Maria Luisa, la quarta dei cinque figli, che aveva appena due anni durante gli eventi bellici, apprende solo dalla madre ottantenne “il fatto dei marocchini”: mentre il padre era internato nei lager tedeschi, lei, come altre 700 donne violentate sui monti Aurunci, aveva subito una delle più pesanti umiliazioni che una donna può patire. Comincia così una proiezione verso quel dolore, come recupero di tutto ciò che non era stato compreso né condiviso.
Scrivere di questa vicenda è stato, per l’autrice, solo l’ultimo atto di anni di immersione nelle relazioni del padre e di raccolta di fonti e testimonianze, ricostruendo sentimenti personali, mentre diventava imprescindibile la ricerca storica. Il “No!” pronunciato dagli “irriducibili” nei lager, a rischio della vita per due anni, il contemporaneo brutale incontro con i “goumiers” della popolazione sfollata sugli Aurunci, offrono immagini che hanno la forza della storia più vera e trascurata, quella vissuta dagli individui, che nelle prove più dure, semplicemente, non hanno dimenticato i propri valori.