Collana La Memoria e le Fonti

La collana “La Memoria e le Fonti. Identità e socialità” vuole essere la prosecuzione dell’impegno multiforme rivolto alla divulgazione di temi quali la conservazione e diffusione della memoria, spesso arricchiti dalla testimonianza di chi ha vissuto direttamente le tragiche esperienze della guerra, della lotta per la libertà e per la democrazia, portato avanti nel corso degli anni dall’Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento, dalla Guerra di Liberazione e loro familiari (ANRP). Temi fondanti dei fini statutari dell’ANRP che offre il proprio contributo culturale per ricostruire il passato, dare un senso al presente e progettare il futuro. La memoria e l’identità sono questioni chiave del vivere collettivo ed associato; necessario perciò riflettere su di esse e sui loro effetti nel presente, sia per la crescita degli individui, sia per lo sviluppo delle collettività.

La collana è peer-reviewed, con il metodo double blind, e dispone di un proprio codice etico conforme alle indicazioni del COPE.

Comitato scientifico
Codice etico


La Memoria e le Fonti 1
Quei laceri galloni d’oro
Maria Luisa Marolda – Novalogos 2021

Nella famiglia del Generale del G.N. Alberto Marolda trascorrono cinquant’anni di silenzio sulle vicende sofferte negli anni finali della seconda guerra mondiale. Maria Luisa, la quarta dei cinque figli, che aveva appena due anni durante gli eventi bellici, apprende solo dalla madre ottantenne “il fatto dei marocchini”: mentre il padre era internato nei lager tedeschi, lei, come altre 700 donne violentate sui monti Aurunci, aveva subito una delle più pesanti umiliazioni che una donna può patire. Comincia così una proiezione verso quel dolore, come recupero di tutto ciò che non era stato compreso né condiviso.

Scrivere di questa vicenda è stato, per l’autrice, solo l’ultimo atto di anni di immersione nelle relazioni del padre e di raccolta di fonti e testimonianze, ricostruendo sentimenti personali, mentre diventava imprescindibile la ricerca storica. Il “No!” pronunciato dagli “irriducibili” nei lager, a rischio della vita per due anni, il contemporaneo brutale incontro con i “goumiers” della popolazione sfollata sugli Aurunci, offrono immagini che hanno la forza della storia più vera e trascurata, quella vissuta dagli individui, che nelle prove più dure, semplicemente, non hanno dimenticato i propri valori.