Collana Guerre e dopoguerra

La collana “Guerre e dopoguerra. Ricerche storiche dell’ANRP” rappresenta la prosecuzione, sul versante della ricerca storica, dell’impegno multiforme sviluppato nel corso degli anni dall’Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento, dalla Guerra di Liberazione e loro familiari (ANRP) sui temi che rappresentano la sua ragione sociale e con la peculiarità che l’ha contraddistinta: attenzione precipua al nesso grande storia/piccola storia attraverso sia la ricostruzione delle biografie di chi dagli eventi presi in esame sia stato coinvolto/travolto, sia l’analisi delle logiche che hanno guidato i decisori politici e, eventualmente, i responsabili delle tragedie che ne siano scaturite.

La collana è peer-reviewed, con il metodo double blind, e dispone di un proprio codice etico conforme alle indicazioni del COPE.

Comitato scientifico
Codice etico


Guerre e dopoguerra 2
Lavorare per il Reich. Fonti Archivistiche per lo studio del prelievo di manodopera per la Germania durante la repubblica sociale italiana
Giovanna D’Amico, Irene Guerrini, Brunello Mantelli – Novalogos 2020

Dal 1938 al 1945 più di un milione di italiani, uomini e donne, finirono a lavorare nella Germania nazionalsocialista, fino all’8 settembre 1943 alleata dell’Italia monarchicofascista, in seguito, e fino alla conclusione del conflitto, potenza occupante con il subalterno sostegno di un fascismo rinato in forma repubblicana: la RSI. Diversissimi i contesti e le situazioni in cui essi si trovarono: dalla parificazione parziale agli autoctoni nei primi quattro anni alla condizione di manodopera coatta dopo la crisi del Quarantatré; allo status di Internati Militari Italiani senza le protezioni garantite dal diritto internazionale per soldati e ufficiali caduti nella mani della Wehrmacht dopo l’armistizio; alle vittime di rastrellamenti e razzie; ai deportati politici nei Konzentrationslager; agli ebrei inviati ad Auschwitz e non uccisi subito dopo il loro arrivo. Lavorare per il Reich, prima guida alle fonti italiane, tedesche e di altri paesi, intende affiancare gli studi disponibili e stimolare nuove ricerche sul contesto e sui percorsi di chi si trovò coinvolto.

 


Guerre e dopoguerra 1
L’Italia in Albania 1939-1943
Giovanni Villari – Novalogos 2020

 Il volume ripercorre gli anni tra il 1939 e il 1943, ossia quelli dell’Unione tra Italia e Albania. Un primo periodo fu segnato dalla costruzione dell’Albania fascista, dallo sviluppo di un regime collaborazionista e di un’amministrazione civile in cui furono coinvolti numerosi elementi della classe dirigente autoctona dell’epoca, ma che furono piegati agli interessi economici e strategici degli italiani. A tale fase, pur caratterizzata da importanti novità per la società albanese, seguì l’apertura delle ostilità con la Grecia. Essa mise in luce tutte le manchevolezze della macchina bellica fascista, che neanche la creazione della “Grande Albania” riuscì a mascherare. Il terzo e ultimo periodo vide farsi sempre più precario il controllo italiano oltre Adriatico. Al dissenso crescente, vero o presunto, il fascismo rispose con provvedimenti repressivi già adottati in Italia quali epurazioni o confino; la resistenza armata, sempre più organizzata, fu affrontata con rastrellamenti e rappresaglie, ma anche con concessioni e tentativi di accordo con le fazioni nazionaliste. Il mutamento delle sorti della guerra e il sopraggiungere dell’8 settembre 1943 segnarono tristemente la fine del sogno fascista di fare dell’Albania un fulgido esempio di esportabilità della propria dottrina e delle proprie strutture.