Affinità elettive
Affinità elettive
storia, storie – collana di storia e memorialistica – 319
Il “No” al nazifascismo degli ufficiali italiani internati nei lager del Terzo Reich 1943-1945
Paola Cintoli – Affinità elettive 2025
La necessità di compiere una scelta nei lunghi mesi di prigionia nei confronti delle insistenti proposte di adesione alla Wehrmacht e alla Repubblica di Salò caratterizza la condizione degli oltre 28.000 ufficiali italiani, i quali, dopo l’Armistizio dell’8 settembre, furono deportati nei lager in Polonia e in Germania. Una scelta volontaria – che fu la vera peculiarità di quella prigionia, unico esempio nella storia della Seconda Guerra Mondiale – dettata dal sentimento dell’orgogliosa appartenenza alle Forze Armate italiane e dall’affermazione della dignità di militari e di uomini, insieme alla volontà di non contribuire a rafforzare il potenziale bellico nazifascista. L’intento della ricerca, attraverso le testimonianze dei diari e memoriali, è stato quello di delineare l’incerto ma progressivo percorso di consapevolezza del significato del loro rifiuto del nazismo e del fascismo in rapporto alla disumana esperienza vissuta nei diversi lager. La costruzione di una mappa di 15 Campi di internamento militare nazista, dove gli ufficiali furono deportati, ha permesso di seguire il complesso intreccio dei luoghi e le molteplici storie all’interno di una dimensione collettiva.
Di guerra in guerra – 1
Patrie e Resistenze nella Casa comune europea
Giovanna D’Amico e Brunello Mantelli – Affinità elettive 2025
La specificità della Resistenza italiana risiede nella frattura istituzionale che portò alla costituzione di «tre governi e due occupazioni», a una guerra civile e a una lotta di Liberazione. Il tema è largamente frequentato dalla storiografia, che, però, ha scarsamente preso in esame la possibilità di comparare simultaneamente le diverse Resistenze d’Europa alla luce della variabile patriottica, e di scavare nella vicenda specifica della lotta resistenziale femminile. Nella vicenda femminile assume particolare pregnanza il concetto di Patria e della cittadinanza dimidiata e “imperfetta” a cui le donne furono piegate: fu nell’afflato verso di essa, tuttavia, e lungo il flusso della Rivoluzione francese e dei moti del Quarantotto che maturò la nascita aurorale del primo femminismo europeo.
Di guerra in guerra – 2
Cara Rosina
Alberto Pepe – Affinità elettive 2025
Cara Rosina è il diario epistolare che l’ufficiale Alberto Pepe scrisse durante la sua prigionia nei campi nazisti. Dopo l’8 settembre Pepe rifiutò di aderire alla RSI e scelse di non collaborare con i nazisti. Catturato, subì una lunga e durissima detenzione in diversi lager in Germania e Polonia, fino alla morte nel campo di Unterlüss il 4 aprile ’45, pochi giorni prima della liberazione. Il diario, scritto in forma di lettere idealmente rivolte alle donne della sua vita, è una toccante testimonianza personale e storica. Riferisce la sofferenza quotidiana, la fame, il freddo, la brutalità dei carcerieri, ma anche la forza dell’amore familiare e il rifiuto di tradire i propri ideali. Attraverso la voce di Pepe emerge il dramma collettivo dei circa 650.000 militari italiani internati, molti dei quali come lui scelsero la loro dignità piuttosto che piegarsi alle nuove pretese nazi-fasciste. Gli stenti, le vessazioni e gli abusi e l’atto estremo di coraggio che Pepe compì offrendo la propria vita al posto dei compagni destinati alla fucilazione lo collocano tra i protagonisti silenziosi di una “resistenza senz’armi”, riconosciuta solo tardivamente dalla storiografia ufficiale.


