Attività, In home page Apr - 10 - 2018

 

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Ogni guerra è storia delle sue vittime. È questa convinzione a dominare oggi il discorso pubblico sulla Prima Guerra Mondiale. La riduzione di questo evento alla dimensione ontologica di una sofferenza senza spiegazioni né possibilità di risposta è certamente figlia di un legittimo e comprensibile credo dell’uomo contemporaneo nell’inutilità di tutte le guerre. Essa però è anche testimonianza esemplare della crescente incapacità di pensare il rapporto sempre teso e problematico, mai risolto e fusionale, tra storia e memoria. Nel tentativo di riannodare i fili sparsi, spersi e a volte malamente aggrovigliati nello sterminato impasto tra realtà, dottrine e miti che il Centenario sulla Grande Guerra ha prodotto, i contributi di analisi e le ricerche raccolti in questo volume suggeriscono
l’opportunità di spostare lo sguardo dalla desolante, e per certi versi astratta, uniformità della “terra di nessuno” a quel fluire incessante – “dentro” e “fuori” la trincea – di passioni, sentimenti, emozioni, sofferenze, in una parola di vita, di cui ogni esperienza bellica, anche la più sconvolgente ed estrema, è fondamentalmente intessuta.