Conferenza Stampa avvio progetto di ricerca Pescantina 1945
Conferenza Stampa avvio progetto di ricerca Pescantina 1945
Apr 2026 • Attività, Comunicati, In home page Anno 2026
Si è tenuta oggi presso la Sala stampa della Camera dei Deputati la conferenza stampa di presentazione del progetto dell’ANRP – Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento, dalla Guerra di Liberazione e loro familiari – “Pescantina 1945: Ritorno e accoglienza degli Internati nei Lager nazisti”. Il progetto, in occasione dell’80° Anniversario della Guerra di Liberazione, evidenzia il ruolo di Balconi di Pescantina (VR), tappa fondamentale del rientro in Italia degli internati civili e militari dai lager nazisti.
A presiedere l’incontro Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei deputati, promotore della legge approvata all’unanimità grazie a cui, dallo scorso anno, il 20 settembre ricorre la Giornata dedicata agli Internati militari italiani che patirono 20 mesi di internamento per essersi rifiutati di combattere con i tedeschi. “Accanto alla straordinaria pagina di resistenza e dignità scritta dagli IMI, brilla l’esempio che Pescantina con i suoi abitanti seppe dare al Paese dall’estate del 1945, accogliendo e assistendo le migliaia di militari e civili provenienti dai lager nazisti”, ricorda Mulè. “Con i postumi di una guerra i cui effetti erano devastanti, Pescantina si dimostrò ‘culla’ per i nostri militari sottoposti a sevizie indicibili da parte del regime nazifascista. Dopo l’istituzione della Giornata nazionale dedicata agli Internati militari italiani ecco un nuovo importante momento per ricordare e soprattutto non dimenticare questa pagina su cui si fonda la nostra Repubblica”.
Conferma Anna Maria Isastia, coordinatrice del progetto e docente di Storia Contemporanea: “Questo progetto ricorda una pagina di solidarietà e accoglienza che ha visto protagonisti la popolazione e il territorio di Pescantina, sui binari della piccola stazione sulla linea del Brennero, che spontaneamente si avviarono verso militari e civili internati, logori e affamati, consumati da oltre venti mesi di violenze, per porgere loro un piatto caldo, vestiti, una mano benevola. Fu quello il primo e forse l’unico abbraccio della Patria, dopo tanto tempo di sofferenze e privazioni, che rimase indelebile nei ricordi di tutti i deportati”.
Infine, è intervenuto il sindaco Aldo Vangi: “Pescantina è il luogo in cui, davanti alla sofferenza, una comunità ha scelto di non voltarsi dall’altra parte. Gesti semplici, come offrire aiuto e custodire messaggi, sono diventati segni concreti di umanità. Oggi quella memoria si trasforma in un progetto nazionale di ricerca, divulgazione e formazione. Un percorso concreto che vuole arrivare ai giovani, perché conoscano non solo i fatti, ma le scelte. Perché è nelle scelte che si misura davvero il valore di una comunità”.
Passarono a Pescantina molti dei 650 mila ufficiali e soldati 200 mila civili internati. Tra questi, Primo Levi (che lo ricorda ne La tregua) e Giovannino Guareschi, che vi incontrò Padre Paolino Beltrame, fonte di ispirazione per il personaggio di don Camillo. “Il giovane Michele Montagano, a lungo presidente onorario ANRP, scriveva dopo la Liberazione alla madre: ‘Sono finalmente libero e ringrazio Iddio per la forza concessami a durare sino in fondo. Ho fatto quanto era mio dovere di soldato italiano. Sono fiero della prova che ho sostenuto e dell’esempio che ho dato’. Montagano ricordava che, rientrando dalla prigionia, a colpirlo furono l’azzurro del cielo italiano e il blu del Lago di Garda. Quei colori rappresentarono per lui il simbolo della libertà ritrovata”, conclude Enzo Orlanducci, presidente emerito ANRP.
