Le porte della Memoria 9: De Pinedo e Campanelli
Le porte della Memoria 9: De Pinedo e Campanelli
Lug 2026 •
di Vincenzo Grienti
Mediascape – Edizioni ANRP
Il volo di “Gennariello” e la trasvolata di Francesco De Pinedo ed Enrico Campanelli va inserito in un contesto storico, sociale e culturale dell’Italia degli anni Venti e Trenta. Un Paese che esce vittorioso dalla Grande Guerra proiettato verso un futuro che, purtroppo, condurrà verso il secondo conflitto mondiale. Un treno in corsa, quello su cui viaggiava l’industria aeronautica italiana nel periodo che va dal 1923 al 1939. Ogni impresa, record, successo viene legato alle potenzialità di una nazione che scommette nelle grandi imprese aviatorie. Un biglietto da visita che varca i confini della Penisola. Infatti, al netto della propaganda, basta scorrere i giornali dell’epoca, i quotidiani e i periodici, ma soprattutto la stampa specializzata, quella che faceva capo all’Editoriale Aeronautica, per capire come il Paese era proiettato verso un futuro che metteva al centro l’industria aeronautica1. Gli anni che seguirono la nascita della Regia Aeronautica furono caratterizzati da imprese compiute da piloti coraggiosi come Arturo Ferrarin e Guido Masiero: dal 15 febbraio al 30 maggio 1920, a bordo degli Ansaldo SVA-9, portarono a termine il raid Roma-Tokyo in 19 tappe, 18mila chilometri e 109 ore di volo. Certamente tutto ciò rientrava in un disegno propagandistico del regime politico di quegli anni, ma non era fine a sé stesso. I primati, le imprese e i record incoraggiarono e favorirono le industrie aeronautiche, le nuove rotte commerciali, i nuovi mercati che guardavano ai velivoli italiani come a un modello di eccellenza e affidabilità.